Russia: Italia partner privilegiato

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sergey-razov russiaIntervista con l’Ambasciatore russo in Italia Sergey Razov

«L’Italia non può chiudere le porte alla Russia» ha affermato qualche giorno fa il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un’intervista a ‘La Stampa’. Il messaggio è quello di non sacrificare le relazioni con Mosca a causa della congiuntura politica internazionale e delle sanzioni. E forse non sarà un caso se il Premier Matteo Renzi qualche mese fa è stato il primo leader di un grande Paese europeo, dall’inizio del conflitto in Ucraina, a varcare la soglia del Cremlino per un incontro di oltre tre ore con Vladimir Putin. I progressi fatti dopo quell’incontro, la questione energetica, il bilancio di un anno di sanzioni, ma anche il rapporto con Washington e Pechino e l’’amichevole atteggiamento’ di Matteo Salvini. A parlarne con ‘L’Indro‘ è l’Ambasciatore russo in Italia Sergey Razov: poliglotta (parla perfettamente inglese, polacco e cinese), per tre anni vice Ministro degli Esteri, arrivato a Roma nel 2013 via Pechino.

Non è corretto dividere i Paesi secondo la grandezza. Sono più importanti i buoni rapporti e la vasta cooperazione. Se la fiducia non si misura con i parametri quantitativi, secondo i nostri scambi commerciali l’Italia è un partner molto rilevante”, così l’ambasciatore Razov che, commentando la visita del Premier italiano a Mosca, ricorda che “era stata anticipata da quella di Angela Merkel e Francois Hollande”. E poi precisa: “tutti loro prima di recarsi in Russia avevano visitato Kiev dove si erano incontrati con i partner ucraini”.
Senza alcun dubbio, afferma l’Ambasciatore, si è trattato di una visita che “ha dimostrato il carattere particolare delle relazioni italo-russe nonostante le tensioni politiche tra Mosca e l’Occidente”. Quel che è emerso è che “tranne la crisi ucraina esistono altri temi di grande attualità come la situazione in Libia, la lotta al terrorismo, la protezione dei cristiani, i negoziati sul dossier nucleare iraniano – il cui buon esito senza la Russia sarebbe molto incerto – nonché la sicurezza alimentare ed energetica”.

Salvini moscaI rapporti economico-commerciali tra Roma e Mosca, quindi, restano solidi. Se guardiamo all’interscambio commerciale, l’Italia “è uno dei partner privilegiati della Russia, il quarto nel mondo e il terzo nell’Europa. Lavoriamo a stretto contatto nel campo energetico, metalmeccanico, nell’esplorazione dello spazio, nel settore aeronautico. Ci sono dei risultati assai notevoli nel campo degli investimenti”. E se non fosse per la svalutazione del rublo degli ultimi tempi, “gli investimenti nell’economia russa potrebbero essere ancora più redditizi”. Ma non vanno sottovalutati anche “i rapporti interregionali e quelli tra le piccoli e medie imprese”. Così come gli scambi turistici: “l’Italia è l’unico Paese nel quale il flusso dei turisti russi non è diminuito, ma cresciuto del 3%”.

E’ passato più di un anno dalle sanzioni adottate contro Mosca. E a pagarne il prezzo non è stata solo la Russia. “Le sanzioni implementate dall’Unione Europea contro Mosca indubbiamente incidono in maniera negativa sulla cooperazione commerciale ed economica tra la Russia e l’Italia”, afferma Razov. “Il giro di interscambi commerciali è sceso da 54 miliardi di dollari nel 2013 a 49 miliardi nel 2014. Secondo i dati degli istituti statistici italiani nei primi tre mesi dell’anno in corso la diminuzione del fatturato è stata ancor più radicale – l’esportazione in Russia è diminuita del 24% mentre l’importazione dei prodotti russi è diminuita del 7%. Come vediamo l’esportazione italiana è calata più dell’importazione che interessa prevalentemente il settore delle risorse energetiche primarie”. La reazione di Mosca? Pur esprimendo il rammarico per le perdite subite dagli imprenditori, l’Ambasciatore precisa che “le misure restrittive adottate da noi non sono altro che una risposta alla illecita pressione sanzionatoria dell’Occidente”.

Un gelo nei rapporti con l’Europa manifestato anche con la decisione di Mosca di abbandonare il progetto South Stream. “Il gas è un fattore chiave che determina le dinamiche degli scambi commerciali tra la Russia e l’Italia. Già due volte è accaduto, per ragioni note a tutti, che venisse interrotto il transito del gas russo destinato all’Europa sul territorio dell’Ucraina”. Così che per scongiurare in futuro la possibilità di ulteriori interruzioni di forniture di gas, la Russia è costretta ad elaborare delle alternative: “per esempio ha già costruito il North Stream”, afferma Razov. Il South Stream era stato pensato per garantire la sicurezza energetica dei Paesi del Sud, tra i cui partner principali, oltre a Gazprom, figuravano il gruppo Eni e la società Saipem. Purtroppo, afferma l’Ambasciatore, “la realizzazione del progetto è stata bloccata da Bruxelles con un pretesto del tutto strumentalizzato. Di conseguenza la Russia sarà costretta a transitare il gas destinato ai consumatori sud-europei tramite la Turchia. Oltre al piano di cambiare il percorso di transito del gas, la Russia sarebbe disponibile ad aumentare l’esportazione, ovviamente nel caso in cui in Europa ne siano interessati”.

Il capo della diplomazia russa in Italia conosce bene l’Europa ed il nostro Paese, ma vanta anche una profonda conoscenza dell’Asia orientale. Lo scorso anno, proprio in un momento di forte tensione tra Mosca e Washington, Putin ha incontrato per ben cinque volte il numero uno della Cina Xi Jinping. Un nuovo asse strategico? Con la Cina, afferma il diplomatico, “abbiamo una relazione di partnership strategica”. La cooperazione “si sviluppa coerentemente in tutti i campi: politico, economico, umanitario e tecnico-militare. Sono sicuro che in futuro Russia e Cina manterranno solidi rapporti d’amicizia. La nostra collaborazione, ivi compresa quella che si svolge nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, rappresenta un principale pilastro che mantiene la stabilità delle relazioni internazionali impedendo un ulteriore degrado della situazione”. Una collaborazione che “ha un carattere universale, con un grande potenziale di sviluppo, e che non danneggia gli interessi degli altri Paesi”.

Quale, invece, lo stato delle relazioni con la sponda atlantica? Qualche settimana fa il Presidente Vladimir Putin aveva affermato di essere «pronto a collaborare con Washington», in quanto Mosca ha «interessi in comune con gli Stati Uniti, nonostante i disaccordi su diversi temi dell’agenda internazionale». Si può parlare di inizio di un nuovo disgelo? “Certamente non possiamo essere soddisfatti delle attuali relazioni tra la Russia e l’Occidente”, afferma a ‘L’Indro‘ l’Ambasciatore Razov. Le parole del Presidente della Russia “confermano la nostra posizione già espressa più volte a diversi livelli: Mosca è disposta ad instaurare un rapporto di collaborazione con Washington e con gli altri partner occidentali. Però tale dialogo deve essere basato sull’approccio paritario, tenendo conto degli interessi di entrambi le parti. E al momento i nostri partner non hanno condiviso questo punto di vista”. Anzi, aggiunge il diplomatico, “ogni tanto si tenta di usare nel dialogo con la Russia il linguaggio della prepotenza: basterebbe ricordare che gli USA e l’Ue esercitano una pressione sanzionatoria contro la Russia e che la NATO sta concentrando forze e armamenti ai suoi confini. Parleremo di disgelo nelle relazioni dopo la cessazione di tali attività”.

Pronti a tornare nel G8?Mosca non è uscita dal G8, perciò appare più logico rivolgere questa domanda ai rappresentanti del cosiddetto G7 che a un certo punto hanno ritenuto indispensabile interrompere gli incontri nel formato G8”, è la risposta di Razov.

Qualche settimana fa la Russia ha ripreso le forniture dei sistemi missilistici antiaerei S-300 all’Iran. Perché sono decadute le condizioni dell’embargo? “A suo tempo la Russia, all’infuori del contesto delle sanzioni internazionali all’Iran, ha preso la decisione di sospendere le forniture dei sistemi missilistici antiaerei S-300. Nonostante non fossero proibite dalle sanzioni, Mosca ha preso questa misura restrittiva diretta a stimolare l’Iran nell’adottare l’approccio più costruttivo nei negoziati. Questa linea ha riscosso successo: è stata raggiunta una tappa importante nelle trattative, e sono state determinate le cornici politiche della soluzione negoziale al problema del programma nucleare iraniano, attualmente tradotte in  accordi concreti. Quello che sta succedendo nello Yemen e in quell’area, mette in evidenza l’esistenza di rischi seri dell’uso illegittimo della forza. La Russia non è interessata che l’Iran affronti un problema simile. Vorrei sottolineare che il sistema missilistico S-300 è puramente difensivo, capace di proteggere dai sistemi missilistici non balistici e dai bombardamenti aerei”, spiega Razov.

salvini-russia1Tornando all’Italia. Sono diversi i leader politici italiani che negli ultimi anni hanno iniziato a tessere relazioni con Mosca. Matteo Salvini ad esempio. Come spiegano a Mosca questo interesse? “Oltre alle relazioni a livello governativo, manteniamo contatti intensi tra le regioni e le città. Non impediamo il consolidamento dei legami tra i partiti politici. Com’è ben noto, la ‘Lega Nord’, rappresentata alla Camera dei deputati, al Senato, e all’interno del Parlamento Europeo, si è schierata contro le sanzioni alla Russia e ha appoggiato il referendum che aveva sancito l’adesione della Crimea alla Russia. In una parola: ha un atteggiamento amichevole nei nostri confronti”. La Lega, secondo Razov, “esprime l’opinione di quella parte della società italiana contraria al ritorno della politica del muro contro muro tra Russia e Occidente”.

Vedere la Russia come non l’abbiamo mai vista? Un’occasione è a EXPO Milano 2015, il cui padiglione è “una costruzione originale nel suo design, tecnicamente complessa e innovativa”, dice Razov. Si inserisce in modo armonioso nelle soluzioni architettoniche di altri Paesi, ma allo stesso tempo “ha la sua particolarità”. L’EXPO rappresenta per la Russia “un momento importante dato che il tema fondamentale della manifestazione è la sicurezza alimentare, il nutrimento. La Russia possiede circa il 10% delle terre coltivabili del mondo e circa il 25% di acque dolci. Mentre la popolazione della Russia costituisce solo il 2% del numero totale degli abitanti del pianeta”, afferma Razov. Occhi puntati sul 10 giugno, Giornata Nazionale della Russia, quando al padiglione saranno previsti “una serie di eventi importanti per il mondo dell’impresa”. Il commissario generale del padiglione russo Georgy Kalamanov ha auspicato qualche giorno fa che in questa data, a Milano, possa arrivare anche il Presidente della Russia Vladimir Putin.

Pregi e difetti di russi ed italiani? Razov vede solo aspetti positivi: “tra tutti i popoli europei nei caratteri di russi ed italiani ci sono molti tratti comuni. Come negare alcune caratteristiche sostanziali: la bontà, la sincerità, l’ospitalità, la capacità di compatire, soccorrere e aiutare”.

Lucrezia Pagano - L'Indro

Fonte: L'Indro

 

«L’Italia non può chiudere le porte alla Russia» ha affermato qualche giorno fa il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un’intervista a ‘La Stampa’. Il messaggio è quello di non sacrificare le relazioni con Mosca a causa della congiuntura politica internazionale e delle sanzioni. E forse non sarà un caso se il Premier Matteo Renzi qualche mese fa è stato il primo leader di un grande Paese europeo, dall’inizio del conflitto in Ucraina, a varcare la soglia del Cremlino per un incontro di oltre tre ore con Vladimir Putin. I progressi fatti dopo quell’incontro, la questione energetica, il bilancio di un anno di sanzioni, ma anche il rapporto con Washington e Pechino e l’’amichevole atteggiamento’ di Matteo Salvini. A parlarne con ‘L’Indro è l’Ambasciatore russo in Italia Sergey Razov: poliglotta (parla perfettamente inglese, polacco e cinese), per tre anni vice Ministro degli Esteri, arrivato a Roma nel 2013 via Pechino.

Non è corretto dividere i Paesi secondo la grandezza. Sono più importanti i buoni rapporti e la vasta cooperazione. Se la fiducia non si misura con i parametri quantitativi, secondo i nostri scambi commerciali l’Italia è un partner molto rilevante”, così l’ambasciatore Razov che, commentando la visita del Premier italiano a Mosca, ricorda che “era stata anticipata da quella di Angela Merkel e Francois Hollande”. E poi precisa: “tutti loro prima di recarsi in Russia avevano visitato Kiev dove si erano incontrati con i partner ucraini”.
Senza alcun dubbio, afferma l’Ambasciatore, si è trattato di una visita che “ha dimostrato il carattere particolare delle relazioni italo-russe nonostante le tensioni politiche tra Mosca e l’Occidente”. Quel che è emerso è che “tranne la crisi ucraina esistono altri temi di grande attualità come la situazione in Libia, la lotta al terrorismo, la protezione dei cristiani, i negoziati sul dossier nucleare iraniano – il cui buon esito senza la Russia sarebbe molto incerto – nonché la sicurezza alimentare ed energetica”.

I rapporti economico-commerciali tra Roma e Mosca, quindi, restano solidi. Se guardiamo all’interscambio commerciale, l’Italia “è uno dei partner privilegiati della Russia, il quarto nel mondo e il terzo nell’Europa. Lavoriamo a stretto contatto nel campo energetico, metalmeccanico, nell’esplorazione dello spazio, nel settore aeronautico. Ci sono dei risultati assai notevoli nel campo degli investimenti”. E se non fosse per la svalutazione del rublo degli ultimi tempi, “gli investimenti nell’economia russa potrebbero essere ancora più redditizi”. Ma non vanno sottovalutati anche “i rapporti interregionali e quelli tra le piccoli e medie imprese”. Così come gli scambi turistici: “l’Italia è l’unico Paese nel quale il flusso dei turisti russi non è diminuito, ma cresciuto del 3%”.

E’ passato più di un anno dalle sanzioni adottate contro Mosca. E a pagarne il prezzo non è stata solo la Russia. “Le sanzioni implementate dall’Unione Europea contro Mosca indubbiamente incidono in maniera negativa sulla cooperazione commerciale ed economica tra la Russia e l’Italia”, afferma Razov. “Il giro di interscambi commerciali è sceso da 54 miliardi di dollari nel 2013 a 49 miliardi nel 2014. Secondo i dati degli istituti statistici italiani nei primi tre mesi dell’anno in corso la diminuzione del fatturato è stata ancor più radicale – l’esportazione in Russia è diminuita del 24% mentre l’importazione dei prodotti russi è diminuita del 7%. Come vediamo l’esportazione italiana è calata più dell’importazione che interessa prevalentemente il settore delle risorse energetiche primarie”. La reazione di Mosca? Pur esprimendo il rammarico per le perdite subite dagli imprenditori, l’Ambasciatore precisa che “le misure restrittive adottate da noi non sono altro che una risposta alla illecita pressione sanzionatoria dell’Occidente”.

Un gelo nei rapporti con l’Europa manifestato anche con la decisione di Mosca di abbandonare il progetto South Stream. “Il gas è un fattore chiave che determina le dinamiche degli scambi commerciali tra la Russia e l’Italia. Già due volte è accaduto, per ragioni note a tutti, che venisse interrotto il transito del gas russo destinato all’Europa sul territorio dell’Ucraina”. Così che per scongiurare in futuro la possibilità di ulteriori interruzioni di forniture di gas, la Russia è costretta ad elaborare delle alternative: “per esempio ha già costruito il North Stream”, afferma Razov. Il South Stream era stato pensato per garantire la sicurezza energetica dei Paesi del Sud, tra i cui partner principali, oltre a Gazprom, figuravano il gruppo Eni e la società Saipem. Purtroppo, afferma l’Ambasciatore, “la realizzazione del progetto è stata bloccata da Bruxelles con un pretesto del tutto strumentalizzato. Di conseguenza la Russia sarà costretta a transitare il gas destinato ai consumatori sud-europei tramite la Turchia. Oltre al piano di cambiare il percorso di transito del gas, la Russia sarebbe disponibile ad aumentare l’esportazione, ovviamente nel caso in cui in Europa ne siano interessati”.

Il capo della diplomazia russa in Italia conosce bene l’Europa ed il nostro Paese, ma vanta anche una profonda conoscenza dell’Asia orientale. Lo scorso anno, proprio in un momento di forte tensione tra Mosca e Washington, Putin ha incontrato per ben cinque volte il numero uno della Cina Xi Jinping. Un nuovo asse strategico? Con la Cina, afferma il diplomatico, “abbiamo una relazione di partnership strategica”. La cooperazione “si sviluppa coerentemente in tutti i campi: politico, economico, umanitario e tecnico-militare. Sono sicuro che in futuro Russia e Cina manterranno solidi rapporti d’amicizia. La nostra collaborazione, ivi compresa quella che si svolge nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, rappresenta un principale pilastro che mantiene la stabilità delle relazioni internazionali impedendo un ulteriore degrado della situazione”. Una collaborazione che “ha un carattere universale, con un grande potenziale di sviluppo, e che non danneggia gli interessi degli altri Paesi”.

Quale, invece, lo stato delle relazioni con la sponda atlantica? Qualche settimana fa il Presidente Vladimir Putin aveva affermato di essere «pronto a collaborare con Washington», in quanto Mosca ha «interessi in comune con gli Stati Uniti, nonostante i disaccordi su diversi temi dell’agenda internazionale». Si può parlare di inizio di un nuovo disgelo? “Certamente non possiamo essere soddisfatti delle attuali relazioni tra la Russia e l’Occidente”, afferma a ‘L’Indro‘ l’Ambasciatore Razov. Le parole del Presidente della Russia “confermano la nostra posizione già espressa più volte a diversi livelli: Mosca è disposta ad instaurare un rapporto di collaborazione con Washington e con gli altri partner occidentali. Però tale dialogo deve essere basato sull’approccio paritario, tenendo conto degli interessi di entrambi le parti. E al momento i nostri partner non hanno condiviso questo punto di vista”. Anzi, aggiunge il diplomatico, “ogni tanto si tenta di usare nel dialogo con la Russia il linguaggio della prepotenza: basterebbe ricordare che gli USA e l’Ue esercitano una pressione sanzionatoria contro la Russia e che la NATO sta concentrando forze e armamenti ai suoi confini. Parleremo di disgelo nelle relazioni dopo la cessazione di tali attività”.

Pronti a tornare nel G8?Mosca non è uscita dal G8, perciò appare più logico rivolgere questa domanda ai rappresentanti del cosiddetto G7 che a un certo punto hanno ritenuto indispensabile interrompere gli incontri nel formato G8”, è la risposta di Razov.

Qualche settimana fa la Russia ha ripreso le forniture dei sistemi missilistici antiaerei S-300 all’Iran. Perché sono decadute le condizioni dell’embargo? “A suo tempo la Russia, all’infuori del contesto delle sanzioni internazionali all’Iran, ha preso la decisione di sospendere le forniture dei sistemi missilistici antiaerei S-300. Nonostante non fossero proibite dalle sanzioni, Mosca ha preso questa misura restrittiva diretta a stimolare l’Iran nell’adottare l’approccio più costruttivo nei negoziati. Questa linea ha riscosso successo: è stata raggiunta una tappa importante nelle trattative, e sono state determinate le cornici politiche della soluzione negoziale al problema del programma nucleare iraniano, attualmente tradotte in  accordi concreti. Quello che sta succedendo nello Yemen e in quell’area, mette in evidenza l’esistenza di rischi seri dell’uso illegittimo della forza. La Russia non è interessata che l’Iran affronti un problema simile. Vorrei sottolineare che il sistema missilistico S-300 è puramente difensivo, capace di proteggere dai sistemi missilistici non balistici e dai bombardamenti aerei”, spiega Razov.

Tornando all’Italia. Sono diversi i leader politici italiani che negli ultimi anni hanno iniziato a tessere relazioni con Mosca. Matteo Salvini ad esempio. Come spiegano a Mosca questo interesse? “Oltre alle relazioni a livello governativo, manteniamo contatti intensi tra le regioni e le città. Non impediamo il consolidamento dei legami tra i partiti politici. Com’è ben noto, la ‘Lega Nord’, rappresentata alla Camera dei deputati, al Senato, e all’interno del Parlamento Europeo, si è schierata contro le sanzioni alla Russia e ha appoggiato il referendum che aveva sancito l’adesione della Crimea alla Russia. In una parola: ha un atteggiamento amichevole nei nostri confronti”. La Lega, secondo Razov, “esprime l’opinione di quella parte della società italiana contraria al ritorno della politica del muro contro muro tra Russia e Occidente”.

Vedere la Russia come non l’abbiamo mai vista? Un’occasione è a EXPO Milano 2015, il cui padiglione è “una costruzione originale nel suo design, tecnicamente complessa e innovativa”, dice Razov. Si inserisce in modo armonioso nelle soluzioni architettoniche di altri Paesi, ma allo stesso tempo “ha la sua particolarità”. L’EXPO rappresenta per la Russia “un momento importante dato che il tema fondamentale della manifestazione è la sicurezza alimentare, il nutrimento. La Russia possiede circa il 10% delle terre coltivabili del mondo e circa il 25% di acque dolci. Mentre la popolazione della Russia costituisce solo il 2% del numero totale degli abitanti del pianeta”, afferma Razov. Occhi puntati sul 10 giugno, Giornata Nazionale della Russia, quando al padiglione saranno previsti “una serie di eventi importanti per il mondo dell’impresa”. Il commissario generale del padiglione russo Georgy Kalamanov ha auspicato qualche giorno fa che in questa data, a Milano, possa arrivare anche il Presidente della Russia Vladimir Putin.

Pregi e difetti di russi ed italiani? Razov vede solo aspetti positivi: “tra tutti i popoli europei nei caratteri di russi ed italiani ci sono molti tratti comuni. Come negare alcune caratteristiche sostanziali: la bontà, la sincerità, l’ospitalità, la capacità di compatire, soccorrere e aiutare”.

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